Moscato d’Asti 2009

Sta arrivando in questi giorni sugli scaffali delle enoteche il Moscato d’Asti nuovo, atteso da tutti per veder confermato il giudizio espresso in vendemmia sull’eccellenza della qualità. Lo annuncia in un comunicato, che pubblichiamo di seguito la Produttori Moscato d’Asti Associati.  L’ottimo vino aromatico delle colline piemontesi tra Alessandria, Asti e Cuneo anticiperà  addirittura l’uscita ufficiale dei vini Novello, prevista come sempre per il 6 novembre.
“In effetti le uve di Moscato bianco raccolte quest’anno a partire addirittura dal 23 agosto, ancor prima della firma dell’accordo economico di filiera, erano bellissime, di un colore dorato mai visto e perfettamente sane, sembrava guardandole di ammirare un quadro rinascimentale. Tant’è che i migliori chef del Piemonte hanno usato questi acini dorati per preparare i loro risotti leggeri. Qualcuno di loro ora sta pensando di usare il vino per accostarlo addirittura al tartufo. I primi assaggi del vino a docg già imbottigliato infatti esaltano ancor più le impressioni vendemmiali, una fragranza ed una freschezza invitanti, originate da un equilibrato rapporto tra una giusta vena acida e gli zuccheri in quantità, ma che non sovraccaricano il metabolismo glucidico per la loro naturalità.
Ma la caratteristica che fa grande il nostro vino piemontese è la ricchezza dell’aroma, lo stesso che si avverte mangiando l’acino fresco. I super tecnici si sbizzarriscono al riguardo, elencando i vari profumi elementari, dalle note floreali ed agrumate, a quelle della frutta appena colta. Per noi è sufficiente parlare di aroma di Moscato, lasciando gli appassionati liberi di compilare ognuno la propria personale scheda degustativa.
Il grande anticipo vendemmiale favorito dal persistere dell’anticiclone africano e il decorso caldo e sostanzialmente asciutto della stagione, che ancora perdura, hanno consentito di svolgere la raccolta in tutta tranquillità nel miglior modo possibile. Proprio in questi giorni la vendemmia in Piemonte sta terminando per tutte le uve, Nebbioli da Barolo compresi. Solo su qualche bricco rimangono ancora alcuni grappoli di Moscato ad appassire, che daranno vini importanti da meditazione: dal Loazzolo, allo Strevi, e non solo.
Giovanni Satragno, 55 anni, enologo e produttore di Loazzolo, e presidente della Produttori Moscato ritiene che: “ Il 2009 rappresenti quindi una grandissima annata per la qualità del Moscato d’Asti, ma anche sotto il profilo della quantità del raccolto i vignaioli abbiano avuto soddisfazioni, la resa media in vigneto ha sfiorato infatti i 95 quintali per ettaro (diecimila metri quadrati)”.
Per Satragno: “L’unica nota un po’ stonata è rappresentata dal prezzo delle uve, fissato nell’accordo di cui si diceva a meno 3% rispetto al 2008, cioè a 0,965 Euro il chilogrammo. Un niente tuttavia in confronto alla discesa ben più marcata delle altre uve”.
Peccato che questa grande vendemmia abbia coinciso con un anno in cui si sono fatti sentire gli effetti della crisi economica mondiale, con una contrazione nelle spedizioni, specialmente su alcuni mercati esteri, negli Stati Uniti in primis. Ma siamo fiduciosi in una ripresa che non dovrebbe tardare troppo.
In ogni caso sul mercato nazionale ormai si è imposto il vino di qualità in modo trasversale tra i vari segmenti della società ed anche tra i giovani.
Vini di qualità in senso oggettivo, gradevoli, profumati, ben fatti, con equilibrio. Certe esagerazioni che si erano imposte sino a 2/3 anni fa sono scomparse, quei vini troppo pesanti, col colore dell’inchiostro e la struttura di marmellata.
Così come la nuova sobrietà nei consumi, non solo alimentari, ha fatto piazza pulita degli eccessi, sul fronte dei prezzi, quei vini alla moda conosciuti soprattutto per le quotazioni sempre al rialzo sono finiti.
Angelo Dezzani, 55 anni, enologo e direttore della Produttori Moscato nota che: “Però rimane la qualità, quella vera, offerta ad un prezzo giusto. Il rapporto qualità prezzo, ecco il binomio dell’oggi e del domani. Si possono trovare vini piemontesi di alta qualità tutti al di sotto dei 10 euro in enoteca, intendo grandi Moscato d’Asti freschi e fruttati e Barbera d’Asti complessi e profumati. Qualità che parte da lontano, tenete conto che da noi in Piemonte ormai si è diffusa la coltivazione con metodi integrati. A basso impatto ambientale, con trattamenti e concimazioni ridotti al minimo e con prodotti naturali”.
Qualità è anche questo. Siamo quindi fiduciosi nella ripresa, il vino buono l’abbiamo già in cantina.
A questo punto non ci resta che augurarci di avere tante occasioni per poter brindare con tutti i nostri amici del Moscato, e, se queste occasioni non ci saranno, potremo sempre consolarci con un buon bicchiere accompagnato dalla più tipica torta di nocciole appena tostate.”

Vendemmia uve Moscato - foto di Fulvio Roiter

Vendemmia uve Moscato - foto di Fulvio Roiter

 

Buy clomid online
Buy zovirax online
Buy cipro online
Buy nexium online
Buy diflucan online
Buy lasix online
Buy neurontin online
Buy synthroid online
Buy flagyl online
Buy nolvadex online