Etilometro….da paura!

POLIZIASi leggono in materia discussioni infinite nelle centinaia di blog del web che si occupano di vino. C’è chi spera che vengano alzati i limiti di tolleranza per non perdere la patente (purtroppo il rischio concreto è che vengano invece ulteriormente abbassati), chi propone fantasiosi rimedi, tipo convenzioni con i taxi per far arrivare e riportare alla base a costi più bassi nei locali chi beve più di due bicchieri, chi lancia slogan su cartelli stradali più o meno divertenti. Parecchi ristoranti si attrezzano di camere, anche improvvisate alla bisogna in quanto non avevano prima funzioni del genere, in modo che i loro clienti possano dormirci e ripartire senza rischi.

Un noto portale del settore si è preso la briga di riportare una tabella, per la verità alquanto complicata e non si sa fino a che punto a prova di etilometro, che fornisce dati circa il reale tasso alcolico nel sangue in rapporto a quel che si mangia. Ma è arcinoto che tale parametro dipende da una miriade di fattori: peso corporeo, sesso, abitudine e via elencando, senza dimenticare che a quanto pare molti “smaltiscono” un bicchiere più del dovuto in un ora, ma altri no……

Tutto questo fiorire di proposte è ovviamente dettato da un solo vocabolo: PAURA e le pesanti sanzioni previste in effetti la giustificano in larga misura.

Limitandoci ai fatti, che sono poi quelli che contano davvero, questa situazione sta portando ad un grandissimo calo dei consumi di vino nei ristoranti, vinerie ed in generale in tutti i locali di mescita, compresi quelli che servono birra, che è meglio non dimenticarlo, non è che sia analcolica e l’unità di misura del consumatore abituale è un boccale da mezzo litro e non un bicchiere.

I più “ottimisti” parlano di un -30%, altri arrivano ad un -50%, in tutti i casi i numeri al ribasso ETILOMETRO_pare ormai certo siano molto preoccupanti e non compensati, se non in piccola parte, da un aumento del consumo domestico di vino.

Delle iniziative che i produttori vinicoli cercano di attuare per frenare in qualche modo il calo, la più intelligente è senza dubbio quella di immettere sul mercato le mezze bottiglie, che negli anni passati non avevano mai avuto un gran successo presso i consumatori italiani e che invece ora sembrano funzionare. Altro rimedio facile e produttivo è proporre il “vino a bicchiere”, che molti ristoratori, spesso più per pigrizia che per altro, non prevedevano nel servizio, ma ora hanno avuto buoni motivi per cambiare idea in tanti.

Non è affatto vero infatti che nei ristoranti ci sono solo gruppi di persone tra cui l’autista o gli autisti di turno sono obbligati a limitarsi nel bere. Basta andare in qualsiasi locale per vedere molte coppie, che con la mezza bottiglia possono non rinunciare ad accompagnare il pasto con un buon vino. Non pochi anche i “single” della tavola, che con la possibilità di ordinare un solo bicchiere non rischieranno nulla.

Meglio essere chiari: accompagnare un pasto delle nostre eccellenti cucine regionali solo con acqua mette una tristezza infinita. Un grande piatto non abbinato ad un altrettanto grande vino perde per la nostra atavica cultura enogastronomica metà del suo appeal.

Stabilito ormai che indietro non si torna e che i controlli con l’etilometro costituiranno sempre uno spauracchio, è auspicabile che le persone nei prossimi mesi sappiano gestire meglio il loro approccio con il vino e così si eviterà di vedere solo bottiglie d’acqua sui tavoli come purtroppo avviene sempre più di frequente.

Bere meno ma bere meglio sarà poi uno slogan ritrito, ma è da tenere presente, anche se esige per molti che legavano al convivio con amici l’opportunità di alzare il gomito più del solito, un cambiamento di abitudini che richiede del tempo per essere metabolizzato, ma è assolutamente necessario.