Le guide ai ristoranti

E’ vero che questo è un sito prevalentemente  vinicolo, ma la gastronomia è strettamente legata al vino, per cui ….
E’ solo una mia impressione o quest’anno le varie  guide ai ristoranti, hanno fatto molto meno “notizia” che in passato?  Si coglie chiaramente  nel settore un forte scoramento, anche perché, parliamoci chiaro, in tempi di crisi economica da far paura, premiare con simboli vari   ristoranti a prezzi spesso sopra le righe (lo erano anche prima e  lo affermavo in tempi non sospetti) in volumi proposti in libreria o su Internet ad una media di 30 euro, per molti comincia a diventare imbarazzante e non mi risulta si formino code in libreria per comprarli.
Detto questo la Guida Michelin, conosciuta come “la Rossa” rimane sicuramente la più diffusa e ci sono ancora chèf che fanno rimbalzare sui blog di Internet e Facebook la loro disperazione per aver perso l’agognata “stella”.  Però che il “mito” si stia un po’ ridimensionando lo ha dimostrato Ezio Santin, chef dell’Antica Osteria sul Ponte a Cassinetta di Lugagnano nei pressi di Milano, uno dei big in Italia,  che ha chiesto di non comparirvi più: “Sono 33 anni che siamo sotto esame, crediamo che oggi le guide non possano migliorarci ulteriormente. La pressione psicologica e pratica che esercitano ti migliora, ti sprona, ma non è possibile continuare così per sempre, ormai ai ristoranti basta stare su internet.” Anche  «La Via Romana», celebre “stellato” di Bordighera,  si è autoescluso. Il patron   Romolo Giordano , in un intervista alle pagine liguri de “La Stampa”, ha spiegato : «In tanti anni non ho mai snobbato nessun riconoscimento, non mi sono mai dannato per averne, ho vissuto con serenità e con i piedi per terra le grandi lodi e senza drammi le bocciature. Ho sempre affermato, e non credo a quelli che dicono il contrario, che la stella Michelin rappresenta il traguardo più ambito per tutti coloro che svolgono questo lavoro con passione, puntiglio, competenza. Ho lavorato anche per soddisfazioni di questo tipo e non nego che fino a un paio di anni fa se fossi stato privato dell’agognata stelletta mi sarebbe spiaciuto molto». E spiega: «Negli ultimi anni tutto e’ cambiato e per un lungo periodo non sono stato pronto o non ho voluto cogliere cambiamenti nello stile di vita della gente, nell’approccio della clientela al ”momento” ristorante, guardando soprattutto nella sempre minore importanza che veniva dati ai mille dettagli che fanno la differenza tra una buona tavola e una tavola top». E la crisi economica? «Rappresenta un elemento-chiave, sia nella gestione sia per quanto riguarda proprio l’approccio della clientela al ristorante, sempre più un momento informale e per dimenticare lo stress della vita di tutti i giorni».  
Tornando alla “Rossa”, dopo anni di stallo, ha aggiunto un nuovo tre stelle, che salgono così da 5 a 6 (in Francia sono 30!) e la distribuzione di stelle in Piemonte vede novità importanti nelle due assegnate al Piazza Duomo di Alba con il cuoco Enrico Crippa e l’Antica Corona Reale – Da Renzo di Cervere che ha tra i fornelli Gian Piero Vivalda con il padre Renzo. Tra i nuovi “stellati” Savino Mongelli di Santa Vittoria d’Alba, subito premiato dopo la separazione con il “Da Guido” di Pollenzo e Cinzia da  Christian e Manuel a Vercelli.
Stiamo fuori volutamente da commenti sulle singole promozioni o declassamenti, le classifiche alla fine le faranno i clienti.
Intanto la Michelin, con la categoria “Bib gourmand” segnala locali “con buona qualità dei pasti a prezzi contenuti”, come dire: o tempora o mores

 Adriano Salvi

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