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	<title>BARBERA &#187; Editoriale</title>
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	<description>Guida enologica del vino Barbera</description>
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		<title>Il futuro prossimo del vino</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano.salvi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di Commercio di Asti]]></category>
		<category><![CDATA[modifica Legge 164]]></category>
		<category><![CDATA[OCM vino]]></category>
		<category><![CDATA[promozione Barbera]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Ocm -Vino, modifica della legge 164</b>, promozione per  far risalire il mercato italiano e per l’export, qualità da tenere sotto controllo ed incrementare, mantenimento di prezzi che garantiscano  una accettabile redditività per decine di migliaia di viticoltori e vignaioli.<br /><br />
Questi sono solo alcuni dei tanti problemi che in mondo del vino deve affrontare nell’anno in corso, programmando anche i prossimi anni con strategie più unitarie, evitando di disperdere risorse in mille rivoli e mettendo in pratica pochi e ben mirati progetti.<br /><br />
Evitiamo volutamente di riportare lunghi elenchi di dati statistici, spesso di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-3412" href="http://www.barbera.it/2010/03/il-futuro-prossimo-del-vino/bicchieri-grandi/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3412" src="http://www.barbera.it/wp-content/uploads/2010/03/Bicchieri-Grandi-300x199.jpg" alt="Bicchieri Grandi" width="300" height="199" /></a></p>
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<p style="text-align: justify"><b>Ocm -Vino, modifica della legge 164</b>, promozione per  far risalire il mercato italiano e per l’export, qualità da tenere sotto controllo ed incrementare, mantenimento di prezzi che garantiscano  una accettabile redditività per decine di migliaia di viticoltori e vignaioli.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei tanti problemi che in mondo del vino deve affrontare nell’anno in corso, programmando anche i prossimi anni con strategie più unitarie, evitando di disperdere risorse in mille rivoli e mettendo in pratica pochi e ben mirati progetti.</p>
<p>Evitiamo volutamente di riportare lunghi elenchi di dati statistici, spesso di non facile interpretazione e  che non ci competono, ci limitiamo a ricordare che nel 2009 il Pil italiano è sceso del 4,9% e che si prevede che il recupero dei livelli precedenti non avverrà prima del 2014/2015.</p>
<p>Il settore alimentare, nel quale è compreso il vino, aveva sempre registrato in passato tassi di sviluppo superiori alla media dell’Industria italiana, nel 2009 ha accusato un calo del 2,1% sullo stesso periodo del 2008. Niente di catastrofico, se si considera un -18,5% del totale industria del Paese, ma comunque un campanello d’allarme, visto che il settore non aveva mai registrato un decremento così vistoso negli ultimi decenni.</p>
<p>Comunque il vino italiano sostanzialmente ha “tenuto” bene le quote export, considerata la crisi economica internazionale ed il decremento dei consumi  un po’ ovunque. Qualche problema in più lo presenta il mercato italiano, dove sarà utile sicuramente riprendere una promozione adeguata.</p>
<p>Sintomatiche, dal nostro osservatorio piemontese, le statistiche di vendita di Asti e Moscato d’Asti per il 2009, rese note nei giorni scorsi dal Consorzio. Il primo si è attesta a 70milioni 293.000 bottiglie vendute, con un -6,8%  rispetto all’anno precedente, un decremento tutto sommato inferiore a molti altri vini e che registra comunque una notevole ripresa nei mercati della Germania e Usa, da sempre punto di riferimento export del più diffuso spumante italiano, mentre il calo sul mercato nazionale era prevedibile anche per la mancata promozione televisiva di fine anno , anche da parte delle principali aziende produttrici. Molto bene invece il Moscato d’Asti docg, che arriva a 13milioni638.000 bottiglie vendute con un significativo incremento del 16% .</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il ruolo dei Consorzi di Tutela</strong></p>
<p>Importanti i cambiamenti in corso, dal momento che, cessato il compito di controllo diretto dei vini doc e docg, affidato a “Valoritalia”, ancora in fase di rodaggio, i Consorzi sono chiamati ad occuparsi in prevalenza di promozione, diventando attori importanti dell’utilizzo dei fondi in arrivo sia dalla UE con l’Ocm-vino, che dalla Regione e per interventi “straordinari” dal Ministero per le Politiche Agricole. Dovranno anche ovviamente  continuare a tutelare il modo produttivo dal pericolo costante che le denominazioni vinicole  siano oggetto di abusi e falsificazioni nazionali ed internazionali.  Importante, a nostro avviso, sarà la vigilanza costante che i Consorzi possono esercitare sul mercato, per evitare in particolare prezzi troppo al ribasso che danneggiano l’immagine dei vini doc e docg e creano disorientamento nel consumatore.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Parlando di Barbera</p>
<p></strong>“Lavori in corso” è il caso di dire con l’avvio del “Tavolo di filiera”, che si è riunito recentemente per affrontare i problemi di questo vino, a cominciare dalle giacenze. Si avranno sviluppi più precisi a breve, per ora risulta che, tramite il parlamentare astigiano Sebastiano Fogliato, che fa parte della Commissione Agricoltura della Camera, viene richiesta al Ministero la distillazione agevolata di circa 100.000 ettolitri di giacenze riguardanti Barbera a doc dal 2004 al 2007, richiedendo anche un rimborso di 50 centesimi al litro rispetto ai 25 previsti da questa procedura, che comunque eviterebbe l’utilizzo di una doc “di ricaduta” per queste giacenze che molti (a nostro parere giustamente)  trovano poco utile all’immagine ed al mercato della Barbera. Le altre giacenze, sia pure rilevanti (180.000 ettolitri) riguardano vini  di recente produzione, ancora perfettamente gestibili  in cantina e sul mercato e classificabili a docg. Vedremo gli sviluppi, anche riguardo le modifiche in atto della Doc Piemonte che riguarda  la Barbera, ma il fatto che con  la Camera di Commercio  di Asti lavorino congiuntamente produttori, cantine sociali cooperative, associazioni agricole, imbottigliatori, amministratori pubblici e sindaci, è già un bel passo avanti in un mondo  della Barbera che è sempre stato molto individualista. Si prevedono anche azioni comuni per definire ed incrementare i rapporti con la grande distribuzione organizzata (GDO) e questo è un altro passo di grande rilevanza per garantire un futuro commerciale ad un vino che ha i numeri per coprirne le esigenze. L’importante è che i prezzi siano tutelati da eccessivi ribassi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Comunicare col mondo è una necessità imprescindibile, ma molti  piccoli vignaioli non hanno ancora oggi una casella di posta elettronica…..</p>
<p></strong>La frammentazione del settore vitivinicolo in Piemonte (ma anche in molte altre regioni italiane)  crea non pochi problemi alle moltissime piccole aziende agricole che producono in proprio poche migliaia di bottiglie e poi faticano sempre più a commercializzarle con adeguati ricarichi per  garantire la sopravvivenza dell’attività.</p>
<p>La crisi globale ha purtroppo accentuato questi problemi già precedenti  ed il calo dei consumi interni ha ridotto di molto il già limitato giro d’affari di un numero consistente di piccole realtà , molte della quali, è giusto ricordarlo, .producono vini di ottima qualità.</p>
<p>Va bene incentivare la vendita diretta presso il produttore, creare mercatini locali  che raggruppano piccoli produttori ed altre iniziative del genere, ma temiamo non sia sufficiente senza un adeguata comunicazione che non sia solo locale ed arrivi anche fuori regione ed all’estero.</p>
<p>Dobbiamo  però rilevare,  nostro malgrado, che  da una nostra specifica ricerca, sono ancora tante le aziende agricole che, non solo non dispongono di un sito Internet, ma non hanno neppure un collegamento in rete con una semplice casella di posta elettronica, il che significa che non leggeranno questa nota….</p>
<p>La stessa rimane quindi destinata a chi può operare concretamente per cercare di porre rimedio a quello che un comunicatore moderno considera, a ragione, un handicap notevole, che era ancora tollerabile prima dell’inizio del terzo millennio quando ancora Internet si stava affermando come insostituibile mezzo di comunicazione e marketing, nel 2010 è davvero preoccupante un isolamento del genere, in un attività che ha bisogno assoluto di “aprirsi” all’enoturismo, il quale è composto di persone che abitualmente contattano sempre più le cantine che individuano su Internet e poi le vanno a visitare, acquistando quasi sempre bottiglie.</p>
<p>Non si può ovviamente obbligare nessuno ad utilizzare un computer, ma molto probabilmente le organizzazioni agricole, i Consorzi, la Camera di Commercio o chi per essi, possono fare qualcosa, con corsi , sollecitazioni  e se del caso sovvenzioni specifiche,  per agevolare questo primo indispensabile passo per togliere dall’isolamento certe attività.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-3413" href="http://www.barbera.it/2010/03/il-futuro-prossimo-del-vino/donna-barbera-meeting/"><img class="alignleft size-full wp-image-3413" src="http://www.barbera.it/wp-content/uploads/2010/03/Donna-Barbera-Meeting.bmp" alt="Foto dell'articolo tratte dall'Albun di Barbera Meeting 2010" /></a></p>
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		<title>Etilometro….da paura!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia.gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Si leggono in materia discussioni infinite nelle centinaia di blog del web che si occupano di vino. C’è chi spera che vengano alzati i limiti di tolleranza per non perdere la patente (purtroppo il rischio concreto è che vengano invece ulteriormente abbassati), chi propone fantasiosi rimedi, tipo convenzioni con i taxi per far arrivare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1749" title="POLIZIA" src="http://www.barbera.it/wp-content/uploads/2010/01/POLIZIA-201x300.jpg" alt="POLIZIA" width="201" height="300" />Si leggono in materia discussioni infinite nelle centinaia di blog del web che si occupano di vino. C’è chi spera che vengano alzati i limiti di tolleranza per non perdere la patente (purtroppo il rischio concreto è che vengano invece ulteriormente abbassati), chi propone fantasiosi rimedi, tipo convenzioni con i taxi per far arrivare e riportare alla base a costi più bassi nei locali chi beve più di due bicchieri, chi lancia slogan su cartelli stradali più o meno divertenti. Parecchi ristoranti si attrezzano di camere, anche improvvisate alla bisogna in quanto non avevano prima funzioni del genere, in modo che i loro clienti possano dormirci e ripartire senza rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un noto portale del settore si è preso la briga di riportare una tabella, per la verità alquanto complicata e non si sa fino a che punto a prova di etilometro, che fornisce dati circa il reale tasso alcolico nel sangue in rapporto a quel che si mangia. Ma è arcinoto che tale parametro dipende da una miriade di fattori: peso corporeo, sesso, abitudine e via elencando, senza dimenticare che a quanto pare molti “smaltiscono” un bicchiere più del dovuto in un ora, ma altri no……</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo fiorire di proposte è ovviamente dettato da un solo vocabolo: PAURA e le pesanti sanzioni previste in effetti la giustificano in larga misura.</p>
<p style="text-align: justify;">Limitandoci ai fatti, che sono poi quelli che contano davvero, questa situazione sta portando ad un grandissimo calo dei consumi di vino nei ristoranti, vinerie ed in generale in tutti i locali di mescita, compresi quelli che servono birra, che è meglio non dimenticarlo, non è che sia analcolica e l’unità di misura del consumatore abituale è un boccale da mezzo litro e non un bicchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">I più “ottimisti” parlano di un -30%, altri arrivano ad un -50%, in tutti i casi i numeri al ribasso <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1750" title="ETILOMETRO_" src="http://www.barbera.it/wp-content/uploads/2010/01/ETILOMETRO_-150x150.jpg" alt="ETILOMETRO_" width="150" height="150" />pare ormai certo siano molto preoccupanti e non compensati, se non in piccola parte, da un aumento del consumo domestico di vino.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle iniziative che i produttori vinicoli cercano di attuare per frenare in qualche modo il calo, la più intelligente è senza dubbio quella di immettere sul mercato le mezze bottiglie, che negli anni passati non avevano mai avuto un gran successo presso i consumatori italiani e che invece ora sembrano funzionare. Altro rimedio facile e produttivo è proporre il “vino a bicchiere”, che molti ristoratori, spesso più per pigrizia che per altro, non prevedevano nel servizio, ma ora hanno avuto buoni motivi per cambiare idea in tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è affatto vero infatti che nei ristoranti ci sono solo gruppi di persone tra cui l’autista o gli autisti di turno sono obbligati a limitarsi nel bere. Basta andare in qualsiasi locale per vedere molte coppie, che con la mezza bottiglia possono non rinunciare ad accompagnare il pasto con un buon vino. Non pochi anche i “single” della tavola, che con la possibilità di ordinare un solo bicchiere non rischieranno nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio essere chiari: accompagnare un pasto delle nostre eccellenti cucine regionali solo con acqua mette una tristezza infinita. Un grande piatto non abbinato ad un altrettanto grande vino perde per la nostra atavica cultura enogastronomica metà del suo appeal.</p>
<p style="text-align: justify;">Stabilito ormai che indietro non si torna e che i controlli con l’etilometro costituiranno sempre uno spauracchio, è auspicabile che le persone nei prossimi mesi sappiano gestire meglio il loro approccio con il vino e così si eviterà di vedere solo bottiglie d’acqua sui tavoli come purtroppo avviene sempre più di frequente.</p>
<p style="text-align: justify;">Bere meno ma bere meglio sarà poi uno slogan ritrito, ma è da tenere presente, anche se esige per molti che legavano al convivio con amici l’opportunità di alzare il gomito più del solito, un cambiamento di abitudini che richiede del tempo per essere metabolizzato, ma è assolutamente necessario.</p>
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