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	<title>BARBERA &#187; Denominazioni</title>
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	<description>Guida enologica del vino Barbera</description>
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		<title>La nuova doc &#8220;Alba&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 13:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano.salvi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denominazioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Doc]]></category>
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		<category><![CDATA[Città di Alba]]></category>
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		<category><![CDATA[Mino Taricco]]></category>
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		<description><![CDATA[La Barbera avrà  un altro “figlio” Doc, sia pure condiviso con il Nebbiolo. Il Comitato Vitivinicolo Nazionale, nella seduta di mercoledì 16 dicembre, ha  infatti approvato il riconoscimento per la nuova DOC “Alba”.
Interessa 55 comuni attualmente compresi nei territori di produzione di Barbera d’Alba, Barolo, Barbaresco, Roero, Nebbiolo d&#8217;Alba e Langhe Nebbiolo.
Deriva dai vitigni Nebbiolo (70-85%), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La Barbera avrà  un altro “figlio” Doc, sia pure condiviso con il Nebbiolo. Il Comitato Vitivinicolo Nazionale, nella seduta di mercoledì 16 dicembre, ha  infatti approvato il riconoscimento per la nuova DOC <strong>“Alba”</strong>.<br />
Interessa 55 comuni attualmente compresi nei territori di produzione di Barbera d’Alba, Barolo, Barbaresco, Roero, Nebbiolo d&#8217;Alba e Langhe Nebbiolo.<br />
Deriva dai vitigni Nebbiolo (70-85%), Barbera (15-30%) e altri vitigni minori: le prove di vinificazione effettuate per arrivare alla composizione prevista dal disciplinare hanno evidenziato che le caratteristiche dei due vitigni, se abbinate in modo equilibrato, possono dar origine a  un vino fortemente caratterizzato dal territorio di produzione e con grandi potenzialità di mercato.<br />
A dire il vero niente di nuovo, nella zona interessata era antica tradizione unire Barbera e Nebbiolo ed in pratica non si è fatto altro che codificare il tutto sotto l’ombrello di una nuova denominazione.<br />
L’area, geograficamente ben delimitata, è composta dalle Langhe e dal Roero:  le Langhe poste alla destra e il Roero alla sinistra orografica del fiume Tanaro, con la città di Alba al centro. La nuova DOC potrà essere commercializzata a partire dalla vendemmia 2010.  Le DOC piemontesi passano così da 46 a 47, mentre sono 14 le DOCG.<br />
Qualche polemica è nata sul fatto che questa “Alba” possa apparire una Doc  “di campanile” , giusto per utilizzare singolarmente  il nome della città del tartufo in provincia di Cuneo fino ad oggi abbinato al nome dei vitigni (Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Dolcetto d’Alba). Niente di grave, l’unico nostro dubbio è che possa creare in futuro  qualche confusione nel consumatore, andrà  quindi spiegata bene la composizione del vino.<br />
 Soddisfatto comunque   l’Assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco, che ha affermato: “un traguardo atteso e condiviso, che abbiamo seguito in tutto il suo iter. Si tratta infatti di una denominazione primaria che nasce da Barbera e Nebbiolo, i due vitigni rossi più estesi e significativi in Piemonte. Inoltre, la nuova denominazione utilizza un nome prestigioso come quello di Alba, noto a livello internazionale, elemento che potrà concorrere alla promozione della nuova DOC, e va ad aggiungersi allo scenario già ricchissimo delle eccellenze enologiche piemontesi.&#8221;<br />
In sostanza potrebbe diventare una sorta di “vino ufficiale” , sempre che i produttori del territorio ci credano ed applichino la denominazione in modo significativo, sia come qualità che per quantità.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
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		<title>I vini da uve Barbera in Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano.salvi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denominazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barbea d'Alba]]></category>
		<category><![CDATA[barbera]]></category>
		<category><![CDATA[Nizza]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte Barbera]]></category>
		<category><![CDATA[Vitigno]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>La produzione di vini   derivanti in prevalenza dal vitigno Barbera</b>,  riguarda in pratica tutte le aree viticole  del Piemonte. Ricordiamo in breve le denominazioni attualmente utilizzate[...]



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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_127" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-127 " style="border: black 1px solid" src="http://www.barbera.it.php5-12.websitetestlink.com/wp-content/uploads/2009/09/La-Gironda-.-vigna-con-grappoli-Barbera.jpg" alt="Grappoli di Barbera " width="204" height="153" /><p class="wp-caption-text">Grappoli di Barbera </p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify"> La produzione di vini   derivanti in prevalenza dal vitigno Barbera,  riguarda in pratica tutte le aree viticole  del Piemonte.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ricordiamo in breve le denominazioni che quasi sempre utilizzano per la loro produzione una percentuale variabile di Barbera.</p>
<p> </p>
<ul>
<li> <strong>Barbera d’Asti docg</strong><strong><br />
</strong>sottozone di qualità:</li>
<li><strong>Nizza, Tinella, Astiano</strong></li>
<li><strong>Barbera del Monferrato docg</strong></li>
<li><strong>Barbera d’Alba doc</strong></li>
<li><strong>Gabiano doc</strong></li>
<li><strong>Rubino di Cantavenna doc</strong></li>
<li><strong>Colli Tortonesi doc Barbera</strong></li>
<li><strong>Collina Torinese Barbera doc</strong></li>
<li><strong>Colline Novaresi Barbera doc</strong></li>
<li><strong>Pinerolese Barbera doc</strong></li>
</ul>
<p>A  queste vanno aggiunte le doc:  <strong>Monferrato Rosso </strong>e <strong>Langhe Rosso</strong></p>
<p style="text-align: justify"> La Doc <strong>Piemonte</strong><strong> Barbera</strong><strong> </strong>che come le altre nei prossimi anni sarà soggetta a variazioni in applicazione delle direttive europee dell’OCM Vino, riguarda attualmente un consistente quantitativo di vino, in prevalenza della categoria fino a poco tempo fa definita “da pasto”.</p>
<p style="text-align: justify">Chi desidera approfondimenti  tecnici sui disciplinari delle varie doc e docg può collegarsi al Sito Ufficiale del <a href="http://www.distrettodeivinilrm.it/disciplinari.html" target="_blank"><strong>Distretto dei Vini</strong><strong> Langhe Monferrato e Roero</strong></a> . </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a title="3 di 5" href="http://www.ilgiornale.it/star/db.php?j=3&amp;q=379397&amp;t=87.14.69.32&amp;c=5"></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ocm Vino: Le novità per i vini della UE</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano.salvi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denominazioni]]></category>
		<category><![CDATA[OCM vino]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Zaia]]></category>

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		<description><![CDATA[<b> Dal 1° agosto 2009 è entrata in vigore la riforma a livello UE denominata Ocm vino</b>, destinata a modificare in molti aspetti l’assetto e le regole del mondo enologico italiano ed internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-282" src="http://www.barbera.it.php5-12.websitetestlink.com/wp-content/uploads/2009/09/CAOLHJ2HCA946A3ACA32CAEICAZ0HUBICAA19QVKCAAU21DGCACV4RQSCAWW516OCA1EB9JBCAY618U7CAD7UBZWCA8IXM2ZCA3QQ6K4CAFV1MBLCAARFG8ECA9ATN9BCAHIET40CAJT7P47.jpg" alt="CAOLHJ2HCA946A3ACA32CAEICAZ0HUBICAA19QVKCAAU21DGCACV4RQSCAWW516OCA1EB9JBCAY618U7CAD7UBZWCA8IXM2ZCA3QQ6K4CAFV1MBLCAARFG8ECA9ATN9BCAHIET40CAJT7P47" width="146" height="97" />Dal 1° agosto 2009 è entrata in vigore la riforma a livello UE denominata Ocm vino, destinata a modificare in molti aspetti l’assetto e le regole del Mondo EnologicoIitaliano ed  Internazionale.L’attuazione di questa riforma ha sollevato non poche polemiche, anche da parte del ministro italiano  all’Agricoltura Zaia e di varie organizzazioni di categoria…..non resta che attendere  per valutare più attentamente in futuro , dati alla mano,  i vari sviluppi dei provvedimenti previsti. La questione per  molti aspetti  è prevalentemente tecnica e non è questa la sede  idonea per sviscerarne tutti i variegati e burocratici aspetti,  chi vuol saperne di più può consultare il link riportato in calce, dove troverà tutti i nuovi regolamenti che entreranno via via in vigore. Ai consumatori  ed appassionati di vino l’aspetto che probabilmente interessa di più è che, a quanto risulta per ora, la nuova Ocm, sostanzialmente non dovrebbe  stravolgere il sistema italiano delle Docg, Doc e Igt, ma tuttavia introduce  innovazioni sostanziali:  la procedura di riconoscimento delle Dop e Igp, che si concluderà con l’iscrizione nel registro Comunitario delle Dop e Igp dei vini, avverrà mediante una preliminare procedura nazionale ed una successiva procedura Comunitaria. Comunque, in via transitoria, esclusivamente per le domande pervenute entro il 1 agosto 2009, si potrà continuare con la preesistente procedura nazionale, fino al 31 dicembre 2011 (in questo senso, il Comitato Nazionale Vini Do e Ig sarà chiamato ad evadere una notevole mole di lavoro);  il sistema dei controlli di filiera, che sarà previsto anche per i vini Igt e che dovrà essere effettuato da un Organismo terzo. Questo sistema dovrebbe garantire una maggiore tutela del consumatore e salvaguarderà gli interessi dei produttori che vedranno sicuramente rafforzata la reputazione dei loro prodotti; &#8211; la delimitazione della zona di vinificazione anche per i vini Igt. Da ricordare infine che sparirà in etichetta la dicitura “vino da tavola”.</p>
<p><strong>Per Approfondimenti:<br />
<a href="http://ec.europa.eu/agriculture/capreform/wine/index_it.htm" target="_blank">Sito Ufficiale dell&#8217;Agricoltura e Sviluppo Rurale -Commissione Europea</a></strong></p>
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