Tourism Proposal
E’ possibile organizzare gruppi per visite guidate alle storiche cantine del Castello, al Museo del...
E’ possibile organizzare gruppi per visite guidate alle storiche cantine del Castello, al Museo del...
Museum&C.
Il Museo ArteVino Razzano, inaugurato nell’ottobre 2009, è all’interno del Castello di Razzano. Nasce su un progetto turistico preciso, rivolto a visitatori organizzati in gruppi che al termine della visita accedono alla degustazione dei vini della Casa. Il Museo è stato ideato, progettato e realizzato dall’artista Silvio Manzotti, attualmente residente a Odalengo Piccolo (AL). L’esposizione si caratterizza per la grande quantità di interventi d’arte che hanno assorbito gli oggetti in esposizione: ne è risultata una sequenza di vivaci installazioni, piccole o grandi, alcune quasi nascoste.
Località: 15021 Alfiano Natta (AL) - Frazione Casarello, 2
Telefono: +39 0141 922124
Fax: +39 0141 922503
Email: info@castellodirazzano.it
Il Museo Civico di Casale Monferrato ha sede nelle sale dell’ex convento quattrocentesco di Santa Croce, con ingresso nel chiostro affrescato all´inizio del Seicento da Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Articolato in diverse sezioni, comprende la Gipsoteca che porta il nome dell’artista simbolista casalese Leonardo Bistolfi (1859-1933) e ne documenta l’attività con sculture in gesso, marmo e bronzo, e la Pinacoteca che ospita opere del Moncalvo, di Niccolò Musso, Pietro Francesco Guala, Eleutero Pagliano, artisti attivi tra il XVI e il XX secolo. Di notevole importanza sono anche il fondo Levi Grazioli costituito da una bella collezione di ceramiche, maioliche italiane e sculture lignee e la raccolta di dipinti di Angelo Morbelli. Il museo possiede inoltre una sezione archeologica che espone reperti dell’età del bronzo rinvenuti nel territorio monferrino.
Località: 15033 Casale Monferrato - AL - Via Cavour,5
Telefono: +39 0142 444309
Fax: +39 0142 444312
Email: cultura@comune.casale-monferrato.al.it
Nel contesto sociale cittadino Palazzo Mazzetti testimonia l’affermazione di una famiglia di nobili origini, arricchitasi con l’attività della Zecca e con attenti acquisti immobiliari. L’edificio occupa il sito dell’antica casa-forte dei Turco, acquistata dai Mazzetti nel 1442 e accorpata alle costruzioni acquistate dal marchese Giovanni Battista Mazzetti a partire dal 1693. Nel 2000 la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti acquista Palazzo Mazzetti, con l’obiettivo di creare un importante polo di attrazione culturale. Il 18 aprile 2009 è stato inaugurato il primo lotto di lavori di restauro. All’interno dell’ala est del Palazzo, oggi aperta al pubblico, sono proposti allestimenti provvisori: uno spazio dedicato alla sintesi della storia delle collezioni è ospitata nel salone d’onore, dove figura uno dei dipinti simbolo delle raccolte astigiane, “La femme” di Giacomo Grosso. La visita prosegue nei locali ornati dai pregevoli stucchi di metà Settecento eseguiti da maestranze luganesi sotto la supervisione dell’architetto Benedetto Alfieri. Altra raccolta importantissima, nuovamente visibile al pubblico, è quella delle microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo ospitate nel salottino e nell’ultima sala dell’ala est. I locali ristrutturati al piano terra del palazzo sono invece destinati alle esposizioni temporanee.
Località: 14100 Asti - AT - Corso V. Alfieri,357
Telefono: +39 0141 530403
Fax: +39 0141 599678
Email: info@palazzomazzetti.it
Il museo ha sede nella casa di Vittorio Alfieri (1749-1803), poeta e tragediografo astigiano, e comprende l'appartamento dello scrittore e una ricca documentazione sulla sua attività. Rimasto orfano, Vittorio viene affidato al cugino e tutore Benedetto Alfieri, primo architetto regio di Vittorio Amedeo II di Savoia, che gli troverà un’abitazione nell’attuale palazzo Alfieri, edificio medievale nel centro di Asti. Oggi il palazzo è sede del Museo Alfieriano, che conserva gli arredi originali e un’ottantina di incisioni e litografie realizzate fra il XVIII e il XIX secolo. Il museo custodisce anche alcuni cimeli e curiosità, oggetti di uso quotidiano che la contessa di Albany, amata dal poeta e celebrata nei suoi versi, conservò gelosamente nel corso della propria vita.
Località: 14100 Asti - AT- Corso Alfieri, 375
Telefono: +39 0141 538284
Il complesso comprende la chiesa rotonda, sec. XII, la cappella Valperga, 14461 1467, il chiostro e la casa priorale, sec. XIII. Nei locali della casa priorale ha sede il Musei Paleontologico e Archeologico. Il primo conserva al suo interno una raccolta di conchiglie fossili provenienti da Valle Andona e Valle Botto; il secondo espone un ricco fondo di materiali egizi, metalli pre-romani, ceramiche greche, magnogreche ed etrusche, e numerosi reperti romani.
Località:14100 Asti - AT - Corso Alfieri, 2
Telefono: +39 0141 353072
Fax: +39 0141 558338
Email: musei@comune.asti.it
Il museo si caratterizza per la sua duplice realtà di sito archeologico e di sede museale, l’uno e l’altra strettamente correlati. L’area ovest del museo mostra una ricca stratificazione di testimonianze archeologiche, riconducibili alla chiesa di Sant’Anastasio,demolita nel 1907. Costruita a partire dal secolo VIII e parte di un influente monastero femminile benedettino, la chiesa fu oggetto di ampliamenti e trasformazioni fino al Seicento, ancora oggi chiaramente distinguibili in alcuni resti e muri di fondazione. L’elemento più interessante e meglio conservato è l’omonima cripta della chiesa, a tre navate con volte a crociera, in cui si possono ammirare colonne e capitelli di età romana e altomedievale. Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei pertinenti al sito di Sant’Anastasio e all’area cittadina, databili in prevalenza tra l’VIII e il XVII secolo.
Telefono: +39 0141 437454
Fax: +39 0141 558338
Email: musei@comune.asti.it
In tutto il mondo il nome Borsalino fa pensare ai cappelli, all’eleganza e allo stile italiano. Un tempo una donna non sarebbe mai uscita di casa senza cappello; ora i costumi e le mode sono cambiati, ma la rinomata fabbrica alessandrina continua a produrre creazioni di grande qualità, per soddisfare una clientela sempre più internazionale. Nuovamente riaperto al pubblico nel maggio 2006, il Museo del Cappello offre una panoramica storica sui prodotti Borsalino. Allestito presso la Sala Campioni, dove un tempo si custodivano i modelli creati dalla fantasia dei proprietari, che hanno dato lavoro e fama alla città di Alessandria, gli oltre duemila cappelli della collezione sono custoditi negli storici armadi. Si tratta di centinaia di modelli, di tutte le fogge e colori, adatti per essere indossati sia in una circostanza elegante sia durante una passeggiata o una gita in campagna. La prima parte dell’esposizione è arricchita da numerosi pannelli illustrativi e da filmati che raccontano la storia della griffe, mentre l’ultima parte del percorso è dedicata all’attuale produzione della fabbrica.
Località: 15121 Alessandria (Al) - Via Cavour, 84
Telefono e fax: +39 0131 234794
Email: iat@comune.alessandria.it
Si tratta del più antico museo napoleonico esistente, sorto nel 1847 con l’intento di celebrare la battaglia di Marengo, vinta dalle truppe francesi comandate dal giovane Primo Console Napoleone Bonaparte il 14 giugno 1800, che di fatto segna il momento di inizio dell’ascesa del condottiero. Il museo, situato a Spinetta Marengo in una villa fatta costruire nel 1845 per commemorare la vittoria francese sugli Austriaci e l’annessione del Piemonte, raccoglie cimeli del periodo napoleonico come armi, bandiere, documenti e stampe dell’epoca e offre al visitatore un suggestivo percorso multimediale che rende omaggio alla leggenda di Napoleone.
Località: 15047 Spinetta Marengo (AL) - Via Genova,8/a
Telefono: +39 0131 216344
Fax: +39 0131 304016
Email: marengo@provincia.alessandria.it
Residenza venatoria,eretta nel 1659 per volontà di Carlo Emanuele II di Savoia, su progetto dell’architetto ducale Amedeo di Castellamonte,un complesso unitario, costituito dal borgo, dalla reggia di Diana (dea della caccia), con le maniche di servizio, e dal grande parco e giardino.Tra il 1699 e il 1713 è riprogettato da Michelangelo Garove ma non viene però portato a termine.Nei decenni successivi Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, in qualità di architetti regi, completano il sistema con la costruzione di edifici quali la citroniera, la scuderia grande, la chiesa di Sant’Uberto e i depositi per le carrozze. In questa fase, e ancora negli anni Ottanta del Settecento (per opera di Giuseppe Battista Piacenza), sono anche realizzati nuovi allestimenti decorativi e rinnovato il sistema distributivo degli appartamenti. Dal 1818 la reggia di Venaria viene in parte riutilizzata come Scuola di Veterinaria, Scuola Militare di Equitazione e infine, sino al 1881, è sede del 5° Reggimento di Artiglieria. In parallelo, a partire dai primi decenni del Settecento, si sviluppa il complesso della Mandria, destinato all’allevamento dei cavalli, ulteriore polo del grande disegno territoriale di cui fa parte la reggia.Oggi Venaria è uno dei più importanti cantieri di restauro d’Europa; il progetto di recupero dell’intero complesso, destinato in parte all’attività museale, è sostenuto dalla Comunità Europea, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Piemonte.
Località: 10078 Venaria Reale (To) - Piazza Repubblica, 4
Telefono: +39 011 4992333 (Info e Biglietteria)
N° verde: 800.329329 (Italia)
N° verde: 00800.11133300 (Estero)
Email: prenotazioni@lavenariareale.it
Il museo, inaugurato nel 1999 e dedicato alle arti decorative, è legato alla istituzione, nel 1983 della “Fondazione Pietro Accorsi”, nata per conservare la notevolissima collezione dell’antiquario Pietro Accorsi, deceduto a Torino il 16 ottobre 1982. Il Museo Accorsi (una casa-museo) accoglie, all’interno di una trentina di sale, l’intera collezione appartenuta all’antiquario, formata da centinaia di oggetti - mobili, tappeti, arazzi, dipinti, cristalli, maioliche, porcellane, argenterie – accuratamente selezionati, acquisiti sul mercato antiquario, e messi in relazione fra loro per ricreare le atmosfere del Settecento, secolo che vede Torino protagonista sulla scena internazionale alla pari dei più potenti Stati europei.
Località: 10124 Torino (To) - Via Po, 55
Telefono: +39 011 8376883
Fax: +39 011 8398789
Email: info@fondazioneaccorsi.it
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